Il Castello Reale di Racconigi, villa di delizie

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La residenza di villeggiatura della famiglia reale vanta una storia millenaria. L'aspetto attuale è il risultato di una lunga e complessa serie di interventi effettuati da importanti architetti, ingegneri e artisti.

Il Castello Reale di Racconigi
Il prospetto sud

La storia del Castello Reale di Racconigi risale all'epoca altomedievale, quando sul luogo di un monastero venne edificata una prima roccaforte. Quando poi Racconigi entrò a far parte dei territori dei marchesi di Saluzzo, fu Manfredo II di Saluzzo a innalzare un castello, a pianta quadrata e torri angolari. Fu però solo nel 1676 che il principe Emanuele Filiberto di Savoia-Carignano affidò a Guarino Guarini la trasformazione dell'edificio in Villa di delizie e al francese André Le Nôtre la sistemazione del parco. Testimonianza dell'intervento del Guarini resta oggi soprattutto la monumentale facciata nord verso il parco, arricchita da una terrazza e da una scalinata a sei rampe.
Il fronte sud fu realizzato a partire dal 1755 da Giambattista Borra su iniziativa di Ludovico di Carignano, mentre a partire dal 1832 fu Carlo Alberto a commissionare ulteriori interventi a Ernesto Melano e, per gli ambienti interni, a Pelagio Pelagi. Il risultato è un'edificio grandioso, ma complesso e composito, che denota la inevitabile mancanza di unità stilistica.

Il Castello Reale di Racconigi
Il Salone d'Ercole

Il fronte principale è quello meridionale che si apre, dietro una grande cancellata, sulla Piazza Carlo Alberto. Scenografico è l'innesto, sul colore rosso del cotto, del marmo del pronao a quattro colonne ioniche con il timpano triangolare, opera del Borra, che costituisce l'ingresso al castello ed preceduto da un'ampia scalinata. Le ali sono aggiunte ottocentesche del Melani. Gli interni, che hanno conservato gli arredi originali, sono ricchi di stucchi e di decorazioni pittoriche. Notevoli in particolare il Salone d'Ercole, la Sala di Diana, gli appartamenti cinesi, risalenti all'intervento settecentesco. Il Gabinetto di Apollo, la Sala delle terme e l'elegantissimo Gabinetto etrusco, studio privato di Carlo Alberto, furono invece il risultato dell'opera del Pelagi, che si avvalse di una numerosa squadra di artisti e artigiani, tra i quali l'ebanista Gabriele Capello detto Moncalvo.
Con Vittorio Emanuele III, salito al trono nel 1900, il castello fu per la famiglia reale una abituale residenza estiva e fu dotato di impianti idrici ed elettrici. Interventi di ammodernamento furono fatti in particolare al secondo piano, negli appartamenti privati non adibiti a funzioni pubbliche e di rappresentanza. Qui gli ambienti sono più piccoli e funzionali alla vita famigliare quotidiana, e in tutto simili quindi a quelli di una casa borghese. Nel Novecento furono anche realizzati gli appartamenti dei principini Umberto II, Jolanda, Mafalda, Giovanna e Maria, affacciati sulla cosiddetta Galleria dei Ritratti, un lungo ambiente nel quale Umberto II raccolse una quantità di ritratti di personaggi di casa Savoia realizzati nel corso dei secoli da innumerevoli artisti.

Il bellissimo parco si estende per 170 ettari dietro al castello. Dopo il Le Nôtre vi lavorarono nel 1787 Giacomo Pregliasco e, dopo il 1820, il paesaggista tedesco Xaver Kurten, che lo sistemò secondo i dettami dello stile romantico. Degli edifici all'interno del parco, è notevole la cascina della Margaria, costruita dal Pelagi in stile neogotico e situata nella parte nordoccidentale. Del complesso fanno parte anche le Serre Reali, edificate da Carlo Sada a partire dal 1844, un tempo note in tutta Europa per le importanti collezioni di piante esotiche.


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