Quando siete felici, fateci caso

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Kurt Vonnegut parla agli studenti americani.

Nessuno ha pensato in maniera meno convenzionale e schietta di Kurt Vonnegut. Leggere i suoi discorsi agli studenti americani - nessuno escluso - è una terapia meravigliosa alla vita. Perciò, ecco cosa disse, l’11 maggio 1996, ai suoi uditori:
«Mio zio Alex Vonnegut, un assicuratore che abitava al 5033 di North Pennsylvania Street, mi ha insegnato qualcosa di molto importante. Diceva che quando le cose stanno andando a gonfie vele bisogna rendersene conto. Parlava di occasioni molto semplici, non di grandi trionfi. Bere un bicchiere di limonata all’ombra di un albero, magari, o sentire il profumo di una panetteria, o andare a pesca, o sentire la musica che esce da una sala da concerti standosene fuori al buio, oppure, oserei dire, l’attimo dopo un bacio. Mi diceva che era importante, in quei momenti, dire ad alta voce "Cosa c’è di più bello di questo?" Zio Alex, che è sepolto a Crown Hill insieme a James Whitcomb Riley, mia sorella e i miei genitori, i miei nonni, i miei bisnonni e John Dilinger, pensava che fosse uno spreco terribile essere felici e non rendersene conto. E io la penso come lui.»

Siete già più felici, vero?

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