Ponto Final, la più bella prospettiva su Lisbona

Scritto da 
Ponto Final, la più bella prospettiva su Lisbona Foto di Roberto Greco

È stato Wim Wenders, con il suo Lisbon Story, a farmi scoprire i Madredeus ed a farmi innamorare di Lisbona. Ora ci provo io a farvi venire la curiosità.
Vi raccontando di un posto magico, di un luogo difficile da raggiungere, e impossibile da amare, trovato sentendo, perché a mehlor maneira de viajar è sentir, dice Pessoa…. È Ponto Final, un piccolo ristorante dall’altro lato del Tejo, trovato leggendo, ascoltando, sbagliando ed insistendo fino a raggiungerlo. «Non dimenticate che siamo a Lisbona, da qui non partono strade» (Saramago) c’è il fiume, l’oceano, ed il cielo; è un luogo di confine, uno dei miei personali finisterrae non solo geografico; è lo spartiacque fra un mondo ed un modo di sentire: l’Europa ed un mondo nuovo ed un una musica che è un sentimento: la saudade ed il fado. Perciò, bisogna andare al porto, fra i tanti gabbiani, come se fossimo al mare, e prendere il battello per Cachilas se siete fortunati ed attenti, ma io, distratta come sono, ho navigato per due ore in mezzo al Tejo prima di scoprire che stavo andando chissà dove. Allora, caparbia, torno indietro, aspetto “quello giusto” che approda in piccolo borgo: una veranda, un ristorante, ed una strada lungo il molo fra gatti e bucce di anguria.

Foto: Roberto Greco

Non vi fate spaventare da un paesaggio alla Kusturica: facciate in rovina di case abbandonate, infissi sbattuti dal vento, macerie, cocci di bottiglie di birra… Alla fine si arriva ad un molo, il più splendido scalcagnato molo che possiate immaginare, spazzato dal vento, ma con quattro tavolini proprio lì, a guardare la citta, oltre il Tejo, con il Ponte del 25 aprile a descrivere una linea di immaginaria attrazione verso la città della luce. Non potrete non amarlo ancor prima di gustare i genuini piatti che vi serviranno in porzioni pantagrueliche; non cercate di tradurre: è bacalhau, in tutte le salse, il migliore bacalhau che probabilmente avete mai mangiato nella vostra vita: solo un suggerimento: non perdetevi le patascones, le polpette fritte di baccalà e non scegliete il vino, chiedete ai camerieri, qui non ci sono degustazioni, ma roba buona!
E poi, avvolgetevi nelle coperte che sono lì, per voi e preparatevi al tramonto su Lisbona.
Dice il poeta: «..io la conosco e voi?»

Roberto Greco e Lucilla Todaro

Roberto Greco, un ingegnere con la passione della bicicletta, con un amore sconfinato per la natura e con la voglia insopprimibile di esplorare, di sperimentare nuovi percorsi, nuove strade, nuove emozioni. Il risultato di quest'equazione è un uomo in perenne viaggio, con gli occhi sempre predisposti alla scoperta: di una stradina da percorrere in bici, della meraviglia di un'orchidea spontanea, del un taglio particolare di un edificio, della bellezza in ogni sua manifestazione.
Lucilla Todaro, dicono che la passione per il viaggio sia determinata da un gene. Se fosse vero, lei ce l'ha. La formazione classica, la passione per l'arte, i miti greci e, soprattutto, la letteratura, ne fanno una viaggiatrice colta e curiosa.

Viaggiatori su Instagram

Video: Vimercate

Cerca nel sito

Booking.com


Questo sito può avvalersi di cookie tecnici, anche di terze parti, necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Viaggiatori.com non utilizza cookie di rilevamento.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.