I Bagni di San Filippo, Castiglione d'Orcia, Località Bagni San Filippo

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E già sono issuti monti, li quali erano tutti bianchi, quasi come neve, li quali erano fatti d'acqua, la quale facea pietra; e segno di ciò che si era, che l'acqua uscia a sommo quelli monti, è vegnendo giù spargendosi d'attorno quelli monti, quella acqua si struggea facendosi pietra, e crescea sempre il monte. E nella sommitade d'uno di quelli monti era un bagno d'acqua calda: nella quale noi ne bagnammo, e i nostri capelli, i quali stavano nell'acqua, vi si poneva pietra d'attorno, come la cera allo stoppino per fare candela.

Così Ristoro d'Arezzo nella sua "Composizione del Mondo".

Alle pendici del Monte Amiata, cinque sorgenti calde alimentano le terme; vapori fumanti, odori sulfurei e una piscina che affiora nel verde. Poi una cascata di roccia bianca, tanti platani millenari e la distesa della Val d'Orcia che si perde fino all'orizzonte fra escursioni su percorsi incantati, sospesi fra le acque e la macchia. Nella strada che conduce a Campiglia d'Orcia merita una visita l'eremo di S. Filippo Benizi, santo al quale la leggenda attribuisce lo sgorgare delle preziose acque termali e che condusse qui, nel XIII secolo, un'esistenza da eremita. La piccola grotta dentro la quale è stata eretta la cappella, scavata in un possente masso di travertino, invita alla meditazione, immersa com'è in un accogliente bosco di noccioli. L'uomo seppe sfruttare il potere tartarizzante delle acque anche per altri usi. Fra Settecento e Ottocento, ad esempio, fiorì a Bagni San Filippo la "Plastica dei tartari", un'originale tecnica artistica finalizzata alla realizzazione di bianchi bassorilievi formati dal carbonato di calcio depositato dalle acque termali, che ebbe vasta risonanza in tutta Europa e di cui si conservano ancora due ovali con personaggi in foggia settecentesca esposti nella hall dell'Hotel Terme San Filippo.

Bagni San FilippoFoto: Viaggiatori.com

Già note ai Romani, le acque dei Bagni di San Filippo non sono legate solo ai temi dell'idrologia medica ma anche a quelli del rapporto tra scienza, arte e tecnica. Le acqua sono ricche di carbonato di calcio che, solidificando, forma delle suggestive concrezioni bianche. L'antichità di queste Terme è testimoniata da ritrovamenti archeologici romani e da numerose testimonianze della loro frequentazione già nel Medioevo e nel Rinascimento da parte di illustri personaggi, fra cui Lorenzo il Magnifico. Più nel dettaglio, l'acqua ipertermale solfurea-solfato-calcicha-magnesiaca ad alto contenuto solfidrico è indicata nel favorire un'efficace azione mucolitica, antiossidante, antiflogistica e batteriostatica. Pertanto è utile nelle malattie dermatologiche, in quello osteo neuro-articolari e malattie dei bronchi. Le Terme sono collegate internamente all'Hotel e dotate di ingresso indipendente per gli esterni. Lo stabilimento è convenzionato con il Servizio Sanitario nazionale con prescrizione del medico curante, redatta su ricettario con indicazione della patologia.
All'interno del San Filippo Hotel vi è il Centro benessere San Filli Club Health & Beauty dove si beneficia di idromassaggio in acqua termale, di trattamenti di peeling con i sedimenti termali lasciati dalle preziose acque, applicazioni di fango termale per maschere viso e per trattamenti detossinanti e rilassanti per il corpo; molti altri i trattamenti di bellezza e massaggi, eseguiti da professioniste esperte con l'ausilio di tecniche della tradizione occidentale e orientale continuamente rinnovate.

Nel contesto dell'hotel si può usufruire di calde acque termali nella piscina natatoria, tre cascatelle adiacenti a temperatura differenziata per un pediluvio termale a cielo aperto; il parco relax completa l'offerta. Dall'hotel partono escursioni verso il territorio ricco di testimonianze della Val d'Orcia, da Abbadia S. Salvatore, a S. Fiora, Arcidosso, Radicofani, Castiglione d'Orcia e Rocca d'Orcia che riservano panorami e tesori artistici unici. Da non perdere anche S. Quirico, Pienza, Montepulciano, Montalcino, oltre a Siena, Orvieto e Perugia sempre facilmente raggiungibili.
Ma non solo. Si può andare anche per miniere, alla scoperta dell'affascinante mondo delle miniere di Abbadia San Salvatore, bellissimo borgo medievale con antichi vicoli e Abbazia cripta di epoca romana e soprattutto la visita al Parco Museo Minerario dove accompagnati dagli ex minatori si può scendere con un trenino fino al VII livello della miniera e così scoprire un mondo di cristalli, minerali e rocce: come nascono, come si formano. Per finire prima di ritornare ai Bagni di San Filippo, si consiglia una bella passeggiata nei boschi. Si prende il percorso miniera (colore rosso) di circa 4 km che permette di vedere i siti della vecchia miniera, costeggiando il punto panoramico e tranquillo del laghetto con vista sull'alto Lazio.

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Redazione

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