Partito il Progetto Arcus per la valorizzazione del sito.

Acropoli di Populonia

Lo scorso 11 gennaio hanno preso avvio i cantieri del progetto di conservazione e valorizzazione del Parco archeologico di Baratti e Populonia. Il progetto da un milione di euro, alla cui definizione hanno contribuito più soggetti (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, Parchi Val di Cornia S.p.A., Università), è finanziato attraverso un bando da Arcus (società del Ministero che ha il compito di sostenere in modo innovativo progetti ambiziosi concernenti il mondo dei Beni Culturali) ed è stato pensato nell’ottica di assicurare continuità e coordinamento fra le fasi della ricerca scientifica, del consolidamento e restauro delle strutture e della successiva valorizzazione e fruizione dei beni archeologici presenti nel sistema dei parchi e nell’intero promontorio di Populonia.
L’idea di fondo che sottende questo importante progetto è che se è vero che la valorizzazione del patrimonio culturale si alimenta della ricerca, è altresì vero che a sua volta la ricerca trae dalla valorizzazione stimoli, idee, obiettivi e non solo giustificazione sociale e culturale. La valorizzazione può essere intesa, in altri termini, come parte costitutiva delle stesse scelte di conoscenza. Nell’elaborare il progetto si è quindi tenuto conto da un lato delle esigenze di tutela del patrimonio, accentuate dalla fruizione e dall’avanzare della ricerca archeologica e dall’altro delle esigenze dei visitatori, in termini soprattutto di comprensione del dato archeologico e di ampliamento dei servizi partendo proprio da un’analisi delle criticità emerse durante la gestione.
La maggior parte degli interventi saranno concentrati in corrispondenza della zona dell'Acropoli di Populonia e comprenderanno aree nelle quali ricerca, tutela e valorizzazione hanno livelli tra loro anche molto differenziati. Si passa da aree mai aperte al pubblico che necessitano di una progettazione integrale dei sistemi di viabilità, pannellistica e arredi, ad aree già indagate in passato per le quali l'importanza dei dati archeologici contrasta con la difficile percezione che il pubblico di non addetti riesce ad avere.
Interventi importanti che daranno un nuovo volto al Parco. Sarà realizzata la ricostruzione parziale di uno dei templi, saranno resi visibili al pubblico pavimenti musivi, verrà realizzato un nuovo percorso di visita che permetterà di rendere fruibili gli ambienti che ospitavano il Mosaico dei Pesci, esposto al Museo Archeologico del Territorio di Piombino. Sono inoltre previste anche azioni trasversali finalizzate a dotare i visitatori di idonei strumenti di lettura dell’antico, attraverso installazioni multimediali e video che, utilizzando le nuove tecnologie oggi disponibili, consentano di rendere fruibile l’enorme mole di informazioni e di dati provenienti da decenni di ricerca archeologica.

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