10 cose da vivere al Parco Fluviale dell'Alcantara

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La denominazione Alcantara deriva dall'arabo Al Quantarah: "il ponte". Numerose le testimonianze storiche che identificarono questo fiume con nomi diversi: per i Greci era Akesines o Assinos, per Plinio il Vecchio Asines, per Appiano Alessandrino Onobalas, per Federico III D'Aragona Flumen Cantaris.

Le Gole dell'Alcantara
Le Gole dell'Alcantara (Wikimedia Commons, Kallerna)

Il territorio dell'Alcantara Perla del Mediterraneo

Il territorio del Parco fluviale dell'Alcantara ricade nel bacino del fiume Alcantara che sorge dal settore orientale dei Monti Nebrodi. Il territorio appare al viaggiatore su tre ambiti geografici: la catena dei monti Nebrodi, quella dei Monti Peloritani e lungo il vulcano dell'Etna. Numerosi i corsi d'acqua a regime torrentizio che si incuneano in valli strette e ripide separate da dorsali collinari e montuose come Petrolo, San Cataldo, San Paolo, Fortino, Roccella, Favoscuro. Risalendo l'Alcantara, dalla foce sino alla sorgente, il viaggiatore viene accolto dai Giardini Naxos, prima colonia greca di Sicilia. Dal Monte Tauro, sovrasta la pianura di Capo Schisò Taormina. I due centri offrono al visitatore un ricco patrimonio storico-culturale-architettonico, di cui si rinvengono testimonianze nei Musei del luogo. Il Parco fa parte della Cooperazione Internazionale Mediterranean Pearls che privilegia nelle località turistiche aderenti, la sosta in mobilità dolce senza l'utilizzo dell'auto ma fruendo il paesaggio a piedi, a cavallo, in bicicletta, in treno e in canoa.

I Comuni del Parco

La denominazione Alcantara deriva dall'arabo Al Quantarah: "il ponte". Numerose le testimonianze storiche che identificarono questo fiume con nomi diversi: per i Greci era Akesines o Assinos, per Plinio il Vecchio Asines, per Appiano Alessandrino Onobalas, per Federico III D'Aragona Flumen Cantaris. Tutti i Comuni del Parco presentano numerose testimonianze storiche, meritando quindi una visita approfondita per conoscere meglio le origini della Valle e degli ambienti naturali di eccelso pregio naturalistico e paesaggistico che hanno contribuito alla nascita del Parco. Partiamo alla volta di Calatabiano con un castello che domina la Valle, poi Castiglione di Sicilia che ospita il Centro Studi sugli ecosistemi fluviali, Francavilla di Sicilia, dove è nato il Parco e dove si trova un antico Convento dei Frati Minori Cappuccini il cui viaggio val bene una vita per vedere uno spettacolare herbarium di piante officinali tipiche dell'ecosistema del territorio e dai quali si ricavano oli essenziali, creme, distillati, marmellate a km zero e di alta qualità. La Porta dell'Alcantara è il Comune di Gaggi, mentre Giardini Naxos ne fu la prima colonia greca di Sicilia. E ancora Graniti con la sua bellissima Pineta, Malvagna dal cui bosco di Malaborra si arriva direttamente al Parco dell'Alcantara, Mojo Alcantara con il Vulcanetto, Randazzo detta anche la città dei 3 Parchi, Roccella Valdemone dalla bella terrazza sull'Alcantara e per finire il Comune di Taormina, la nota località turistica di fama mondiale.

Castiglione di Sicilia, sullo sfondo l'Etna
Castiglione di Sicilia, sullo sfondo l'Etna

Sentiero Vulcanetto di Mojo

Di elevato interesse il Vulcanetto di Mojo, è un piccolo cono vulcanico ormai spento, alto circa 700 metri, ubicato a nord dell'edificio vulcanico del Monte Etna, sulla sinistra orografica del Fiume Alcantara, nelle vicinanze dell'omonimo centro abitato. Lungo la strada per arrivare all'ingresso del sentiero si costeggia un'antica cava di sabbia vulcanica meglio conosciuta come "u rinazzu" - dove osserva l'alternanza di colori dei vari depositi piroclastici. L'inizio del percorso è indicato dall'apposita cartellonistica, in prossimità di un edificio rurale.

Le Gurne dell'Alcantara

Con partenza da Francavilla di Sicilia, lungo 1,5 km vi è il sentiero di le Gurne dell'Alcantara adatto a una passeggiata tra natura, storia e tradizioni, per scoprire i luoghi più belli del Parco: i ruderi del castello di Francavilla, gli scavi archeologici, le saje e le gurne. Nove i punti di osservazione, per ammirare la vegetazione ma anche i vicini centri di Castiglione di Sicilia e Motta Camastra.

Le Piccole Gole dell'Alcantara

Di elevato interesse il panorama della Piccole Gole dell'Alcantara con partenza da Ponte di San Nicola. Dopo i primi 200 mt sul basalto lavico, un sentiero alla sinistra del fiume conduce alla Cuba Bizantina. Il sentiero, caratterizzato dal percorso pianeggiante e superbamente panoramico, offre notevoli spunti di osservazione in un tratto del fiume caratterizzato da cascatelle e gurne. Lungo il tragitto sono localizzate aree per la sosta, unitamente alla tabellonistica con la descrizione del sito.

La Cuba Bizantina
La Cuba Bizantina (Dalila Giacobbe)

Sentiero Montagna Grande, da Motta Camastra alla catena dei Peloritani

Per la flora, paesaggio e fauna è un itinerario di elevato interesse. Nelle zone più impervie significativi i lembi di bosco naturale a roverella eleccio e di macchia mediterranea.

Strade del vino dell'Etna

Lungo il territorio testimonianze di antichi palmenti, vasche scavate nella roccia per la pigiatura dell'uva. Negli ultimi decenni, grazie ad un crescente impegno locale, si è registrata una grande crescita nella produzione vitivinicola. Due dei Comuni del Parco dell'Alcantara: Castiglione di Sicilia e Randazzo, aderiscono al Circuito delle Città del Vino. In questi luoghi, grazie alle particolari condizioni climatiche, nasce l'Etna DOC, un vino ottenuto dalle uve di quattro vitigni: il Carricante, il Catarratto, il Nerello Mascalese ed il Nerello Cappuccio. Proprio per la particolare vocazione del territorio il Comune di Castiglione ospita anche la sede dell'Enoteca regionale.

Paesaggio "colturale" e "culturale"

La Valle dell'Alcantara offre al viaggiatore numerose prodotti agroalimentari e colture di antica tradizione. Importante la tradizione casearia con pecorino e le provole fresche e stagionate, prodotti abbinati ai frutti del territorio, come i formaggi alle noci, per una degustazione "Alcantarina". E ancora eccellenti l'olio ed i vini. Antiche conoscenze e moderne pratiche si incontrano anche nel settore erboristico che, grazie alle proprietà terapeutiche di erbe o piante presenti nella Valle, offre rimedi naturali per la cura di diversi disturbi. La Piana di Moio vanta una ricca produzione di pesche di altissima qualità perché raccolte con metodo tradizionale ovvero nel momento più prossimo alla maturazione dei frutti, consentendo alle pesche di raggiungere la massima espressione di gusto e fragranza. Il paesaggio della Valle si presenze ricco di campagne coltivate a frutteti (agrumi, ciliegie, nespole, noci) e contribuisce ad offrire un paesaggio "colturale" che è anche "culturale", radicato com'è nelle tradizioni locali.

Un Parco a misura d'uomo, in bicicletta

Da sempre attento alle esigenze dei visitatori, il Parco fluviale dell'Alcantara anche alla luce della partnership con la Cooperazione Internazionale Mediterranean Pearls (vacanze eco-sostenibili in mobilità dolce) si muove nell'ambito della mobilità sostenibile con il progetto Bi.P.Ass.& Val che offre ai visitatori l'utilizzo di una bicicletta a pedalata assistita, bici particolare che consente di spostarsi senza fatica lungo i percorsi dei Comuni del Parco. Accanto al valore naturalistico del progetto si affianca il suo aspetto sociale perché anche persone con mobilità ridotta avranno l'opportunità di visitare e vivere in pieno il Parco in tutti i suoi aspetti. Le biciclette a pedalata assistita sono disponibili nei diversi"puntibike" dislocati lungo i 12 comuni del Parco fra le Province di Messina e Catania.

Centro visite del Parco

Nella città di Randazzo (Parco dell'Etna, dei Nebrodi e Parco Fluviale Alcantara) cofinanziato insieme al Comune di Randazzo è possibile reperire e acquisire informazioni sui tre Parchi della rete ecologica siciliana (brochure, videoproiezioni, esposizione di prodotti agroalimentari tipici, vini doc e docg dell'Etna, cartografie).


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