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Visita al Duomo della cittadina emiliana e alle sue magnifiche decorazioni. Dove anche Benedetto Antelami lasciò la sua traccia.

Il Duomo di FidenzaAlcune decorazioni della facciata (Foto: OfficineKairos.it)

A Fidenza il viaggiatore interstiziale viene apposta, sa che questa cittadina non è un casello dell'autostrada del sole che si passa distrattamente sulla via di mete rinomate. Non è l'anonimo centro di un territorio che, nella pianura padana più a ridosso della fascia collinare appenninica, attira il visitatore per le sue prelibatezze gastronomiche o tutt'al più il melomane curioso dei luoghi verdiani, Roncole, Busseto, la villa di Sant'Agata. L'appassionato d'arte si dirigerà forse verso la vicina Fontanellato dove, nella Rocca Sanvitale pittorescamente circondata dai suoi fossati, si lascerà incantare dai magnifici affreschi della sala di Diana e Atteone dipinti dal Parmigianino. A Fidenza, invece, il vero viaggiatore interstiziale sa che troverà le raffinate meraviglie che vi lasciarono Benedetto Antelami e le sue maestranze al tramonto del XII secolo, quando il romanico di Wiligelmo cedeva il passo trasformandosi e trascolorando in quello stile gotico che sarà poi elevato ad altezze sublimi da Nicola Pisano, linguaggio figurativo ormai originale e italiano nella scultura, come in pittura originale e italiano sarà di lì a poco il linguaggio di Giotto.

Il miracolo della donna gravidaIl miracolo della donna gravida (Foto: OfficineKairos.it)

Di Benedetto Antelami, grande personalità della scultura italiana tra XII e XIII secolo, poco è noto. Scarsi i dati biografici: probabilmente lombardo, originario della Val d'Intelvi, si suppone formatosi in alcuni cantieri francesi tra cui Chartres e Laon, dove avrebbe conosciuto gli sviluppi dell'arte gotica transalpina. Il suo raggio d'azione fu il territorio di Parma, città dove lavorò alla decorazione del Battistero, del quale fu anche l'architetto, e dove lasciò i più celebri capolavori, la Deposizione dalla croce nel Duomo, le lunette dei portali e il Ciclo dei Mesi nello stesso Battistero.
Verso la fine del XII secolo Antelami lavorò però nel vicino cantiere del duomo di Fidenza, uno dei più importantidocumenti dell'architettura romanica in Emilia Romagna. La chiesa fu costruita tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo nei pressi del luogo del martirio di San Donnino e costituiva una tappa importante della Via Francigena lungo il cammino verso Roma. A una seconda fase costruttiva, databile appunto agli ultimi anni del XII secolo, deve riferirsi la presenza del maestro lombardo e della sua bottega, artefici della facciata e delle decorazioni che ancora oggi ammiriamo.

Storie di San DonninoStorie di San Donnino (Foto: OfficineKairos.it)

La facciata a capanna presenta un prospetto incompleto nella parte superiore, in pietra arenaria. È affiancata da due torri, caratteristica tipica delle costruzioni romaniche del nord Europa poco diffusa però in Italia, ed è aperta da tre portali sormontati da protiri. Le statue e le decorazioni a bassorilievo in marmo della parte inferiore furono scolpite da Benedetto Antelami e dai magistri della sua officina seguendo un programma iconografico che intreccia episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento alle storie della vita di San Donnino. La tradizione fa di San Donnino di Fidenza il cubicolario di Massimiano, colui che amministrava i beni della Camera Imperiale e che doveva porre sul capo dell'imperatore la corona durante le cerimonie ufficiali. Fattosi cristiano e non volendo rinnegare la sua fede, lasciò l'incarico dirigendosi verso Roma. Inseguito dai sicari dell'imperatore, fu catturato presso il fiume Stirone vicino a Fidenza e ucciso secondo il Martirologio Romano un 9 ottobre del 293 o del 299.
Gli episodi della sua vita hanno inizio in alcune lastre poste tra il portale di sinistra e quello centrale, proseguono decorando interamente l'architrave e lo strombo del portale maggiore e terminano con un bassorilievo posto al di sopra della nicchia del Profeta Ezechiele tra il portale centrale e quello di destra. I bassorilievi ci mostrano le scene della sua persecuzione: la fuga e la sua cattura, la decapitazione, nonché i miracoli da lui compiuti. Nella parte destra dell'architrave vengono mostrati due angeli che portano in cielo la testa e la posano, nella scena successiva, su una sorta di ara dalla quale il santo la prende tra le mani. Ed è così che che Donnino, anche nell'iconografia dei secoli a venire fu più spesso rappresentato. Magnifica, in particolare, anche la lastra con il Miracolo della donna gravida, nella quale è raffigurata la scena del crollo di un ponte e del salvataggio da parte del santo di una donna incinta. Le sue reliquie sono conservate nella cripta insieme al sarcofago dove fu in origine deposto. La città stessa in epoca medievale fu ribattezzata Borgo San Donnino, nome che mantenne fino al 1927 quando si ritornò a quello originario di Fidenza.

Statua di Re DavideStatua di Re Davide (Foto: OfficineKairos.it)

Alla mano dell'Antelami sono generalmente attribuite le due statue sistemate nelle nicchie a fianco del portale maggiore: a sinistra il Re Davide e a destra il Profeta Ezechiele. Nella torre di sinistra (Torre del Folletto o delle Cicogne) troviamo la rappresentazione di Erode in trono e dei Re Magi. Nel timpano del portale sinistro una scena tripartita con Carlo Magno e un armigero (a sinistra), Papa Adriano II nell'atto di imporre la mitra sul capo dell'arciprete di Borgo San Donnino (al centro), e Il miracolo della guarigione di un ammalato (a destra).
Al di sopra di una semicolonna con un magnifico capitello raffigurante Daniele nella fossa dei leoni, si trova la statua dell'Apostolo Simone che indica la strada per Roma. A lato di questa una lastra con l'Adorazione dei Magi e il Sogno di San Giuseppe al di sopra di una bella fascia decorativa a racemi. La nicchia con il Re David è incorniciata da un Angelo che mostra la via per Roma a una famiglia di pellegrini ricchi nonché da un grifone e da un capricorno. La calotta della nicchia raffigura la Presentazione di Gesù al Tempio. Riccamente istoriati sono anche i capitelli del protiro del portale centrale, le cui colonne sono sorrette da leoni stilofori. Alla destra del portale centrale, nella calotta della nicchia del profeta Ezechiele troviamo una Madonna col Bambino. Ai lati della nicchia un'arpia e un centauro mentre più in alto un Angelo indica la strada a una famiglia di pellegrini poveri. Ancora più in alto il Profeta Elia rapito in cielo in un carro di fuoco, bassorilievo che mostra ancora tracce della primitiva colorazione rossa. Nell'acroterio del portale destro la figura di San Raimondino, nella lunetta San Michele che uccide il drago e la mano benedicente di Dio e al lati Ercole e il leone Nemeo. Nella torre di destra (Torre del Trabucco) l'ultimo fregio raffigura alcune scene tratte da chansons de geste dell'XI secolo.
Degno di nota per gli eleganti effetti di luce è l'interno in uno stile di transizione dal romanico al gotico, a tre navi scandite da pilastri a fascio. La navata centrale è a tre campate rettangolari (a ciascuna della quali ne corrispondono due quadrate nelle navate laterali), è coperta da volte a crociera e affiancata da matronei aperti da quadrifore. Magnifico e suggestivo il profondo presbiterio che si alza al di sopra della cripta. Da ultimo, uscendo nuovamente dal tempio e percorrendone il fianco meridionale, non manchi il viaggiatore partente di concludere la visita gettando un suo ultimo sguardo alla bella abside esterna, scandita da arcate a tutto sesto dentro le quali si aprono sottili finestre strombate, nonché alla elegantissima loggetta romanica sovrastante.

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