Le testimonianze di grandi scrittori e artisti in visita a Spoleto.

Il Duomo di SpoletoIl Duomo (Foto: Viaggiatori.com)

L’Umbria, terra di passaggio lungo la strada che conduce a Roma, riveste un ruolo centrale in tutti gli itinerari d’arte del Centro Italia. Ciò giova indiscutibilmente anche alla sua fama nel corso del Grand Tour. Il pittoresco ed il sublime, alla cui ricerca si mettono i "viaggiatori artisti", sono due aspetti di una certa estetica del paesaggio molto ricchi in Umbria. In particolare Spoleto ed il suo territorio presentano una stratificazione di testimonianze dell'antico evolversi della natura e della società e quindi del rapporto tra questa e l’ambiente, ovvero della Cultura. L'amarono “viaggiatori” d’eccezione come Michelangelo Buonarroti che al Vasari scriveva «Ho avuto piacere nelle montagne di Spoleto a visitare quei romiti di modo che io son tornato men che mezzo a Roma perché veramente non si trova pace se non nei boschi».
E poi Johann Wolfgang von Goethe che arrivò in Umbria dopo il suo tour in Toscana, nel 1786. Così il poeta scrisse, nel suo Viaggio in Italia sul Ponte delle Torri di Spoleto e verso le opere di architettura: «L’arte architettonica degli antichi è veramente una seconda natura, che opera conforme agli usi e agli scopi civili. È così che sorge l’anfiteatro, il tempio, l’acquedotto.»

Sant'Eufemia a SpoletoSant'Eufemia (Foto: Viaggiatori.com)

Nel giugno del 1876, Giosuè Carducci fu inviato come ispettore al liceo classico di Spoleto e volle visitare le Fonti del Clitunno, a mezz'ora di carrozza dalla città, traendone ispirazione per una delle Odi barbare, intitolata appunto Alle Fonti del Clitunno. Il 28 aprile 1911 lo scrittore Hermann Hesse, scrisse in una cartolina a sua moglie: «Spoleto è la scoperta più bella che ho fatto in Italia, c'è una tale ricchezza di bellezze pressoché sconosciute, di monti, di valli, foreste di querce, conventi, cascate!»
Della permanenza a Spoleto di Giacomo Leopardi resta, oltre alla lettera al padre, scritta il 20 novembre del 1822 e contenuta nell’Epistolario, una targa esposta su un edificio di Corso Garibaldi, ancora oggi visibile dai visitatori: “Il 20 novembre 1822/ e il 4 settembre 1830/ in questa casa/ allora Albergo della Posta oggi Italia/ soggiornò/ Giacomo Leopardi”“Come chi d’Appennin varcato il dorso/ Presso Foligno, per la culta valle/ Cui rompe il monte di Spoleto il corso […]”.
Gabriele D’Annunzio mise in poesia la bellezze del paesaggio spoletino in Le città del silenzio: Spoleto, non la Rocca che ti guarda/ ghibellina dal Guelfo tuo nemico,/ né la grandezza di Teodorico/ che pensosa nel vespro vi s’attarda,/ non la Borgia onde par che tu riarda/ subitamente del trionfo antico,/ né dal vasto acquedotto all’erto vico/ segno romano ed orma longobarda/ cerco, ma ne’ silenzii dell’Assunta/ l’arca di Fra Filippo che dai marmi/ pallidi esala spiriti d’amore/ mentre nel muro pio la sua defunta/ Vergine, sciolta dalla morte, parmi/ piegar sul petto dell’Annunciatore. Il pittore inglese William Turner, l’americano Edward Peticolas e il danese Johan Ludvig Lund schizzarono nei loro taccuini intense paesaggi e vedute della città. Il romanziere Stendhal espresse molta ammirazione per “la passeggiata”, il pezzo di strada che dal centro storico si insinua tra il verde delle vicine colline.

Consigli per la sosta
Al "Vecchio Camino" - Via Posterna 21, Spoleto (PG) - 0743 224961 - 328 6661080 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ristorante che si distingue per i salumi caserecci provenienti da maiali allevati direttamente dal proprietario allo stato brado, una vasta scelta di pecorini stagionati accompagnati da marmellate fatte in casa, carne alla brace a km zero. Completano la genuinità e bontà la pasta fresca fatta e dolci fatti a mano come la Crescionda tipica Spoletina, il tortino al cioccolato, tozzetti e biscottini ripieni.

La Rocca Albornoziana di SpoletoLa Rocca Albornoziana (Foto: Viaggiatori.com)

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