Guardiamo il mondo di Praga e gli umani affaccendati solo come lo sono gli umani in tempo di Avvento, come un paesaggio. E si prova una beatitudine complice e silenziosa.

E tuttavia Kafka era Praga e Praga era Kafka. Mai era stata così compiutamente e tipicamente Praga, e mai più lo sarebbe stata come durante la vita di Kafka. E noi, i suoi amici, sapevamo che quella Praga era contenuta ovunque nell'opera di Kafka, in finissime particelle. In ogni sua riga noi potevamo e possiamo ancora assaporarla"
Johannes Uridil

Certo le luminarie natalizie toglieranno a Praga una buona parte delle sue mitiche ombre, dissiperanno le nebbie attorno ai lampioni della Via Nerudovna e del Ponte Carlo, forse faranno storcere la bocca agli appassionati del mito praghese. Ma al di là del fascino dello spettacolo di questi luci dell’Avvento, in questa città già stupenda, si gode ugualmente la sua storia artistica, letteraria e architettonica come non mai. La luce del giorno dona molto a Praga anche se è la luce del tramonto a farla bellissima, quella luce notturna dei lampioni che la ridesta, la luce romantica e decadente che inonda le linee gotiche e i frontoni barocchi, i graffiti rinascimentali, le sinuose linee liberty e neoclassiche, quelle del secessionismo e qualcosa del razionalismo comunista, quelle del cubismo che si è imposto con forza e quelle del funzionalismo e ancora quelle dell’influenza francese di Le Courbusier: insomma un unicum di esperienze mistiche e sociali.

Praga© Martin Mařák - CzechTourism
Praga© Martin Mařák - CzechTourism
Praga© Martin Mařák - CzechTourism

È una passeggiata attraverso i secoli in compagnia di Kakfa, come sfogliare un suo romanzo dove scriveva della sua Praga capace di sorprendere per la sua specifica unità, costituita da una moltitudine di espressioni culturali di varie provenienze che si amalgamano in una composizione unica, dove ogni stile trova il suo spazio adattandosi al luogo. Il fiume Moldava divide in due i quartieri del centro storico, Stare Mesto - Nove Mesto ad una sponda e Mala Strana dall'altra che, vivono vite autonome all'interno del medesimo tessuto urbano; unico punto di incontro lo stupendo Ponte Carlo ricco di statue barocche che congiunge la Città Vecchia e la Parte piccola; molto amato questo Ponte da jazz band e cantanti d'opera, da pittori e caricaturisti, da artigiani e venditori di souvenir che collocano le loro bancarelle su entrambe i lati. Un buon momento per passeggiare sul Ponte Carlo è il tramonto, momento in cui si gode di una vista mozzafiato dell'intero Castello di Praga illuminato nel cielo della sera.

Praga© Ladislav Renner - CzechTourism
Praga© Dagmar Veselková - CzechTourism

L'intera città è pervasa da una atmosfera romantica e decadente con un tocco di malinconia, la stessa che ispirava Kafka, pervasa di antiche leggende, come quella del Golem, essere sovrannaturale fatto di argilla creato dal Rabbino Jehuda ben Bezalel, detto Rabbi Low, per proteggere la comunità ebraica dalle persecuzioni. Dice la leggenda che il Rabbino Low aveva chiesto a Jehova di mandargli in sogno un consiglio su come proteggere il popolo d'Israele dai suoi nemici. Il signore gli mandò una formula per plasmare il Golem. Il Rabbino si recò sulle rive della Moldava, dove tracciò sulla sabbia una figura maschile. Recitate le formule, la figura prese vita. Egli lo condusse a casa, proibendo a tutti di dargli ordini.
Tutti ubbidirono, ma sua moglie, curiosa e linguacciuta, un giorno gli comandò di portarle acqua. Il Golem eseguì. Mentre nessuno lo controllava, egli portò secchi su secchi di acqua, fino a che la stanza a pian terreno non fu allagata. E avrebbe continuato, se il rabbino non fosse intervenuto. Low "spegneva" il Golem tutti i venerdì sera, perché il sabato era il giorno dedicato al Signore, in cui non si lavorava. Ma una sera dimenticò di togliere dalla sua bocca il foglietto su cui era scritto il nome di Dio, la parola magica che gli permetteva di vivere, e il Golem gli distrusse la casa; il rabbino gli strappò via il foglietto e non lo rianimò mai più.
Low chiese al re Rodolfo II d’Asburgo di emanare leggi che proteggessero gli Ebrei. Egli lo fece e non ci fu più bisogno di un altro protettore animato magicamente. Una leggenda ancora dice che il Golem riposa nel sottotetto della sinagoga di Praga, in attesa di essere risvegliato da una formula magica, per proteggere il popolo d'Israele. Il quartiere ebraico è un gioiello, i suoi vicoli, la casa di Kafka ed il suo decadente cimitero, stracolmo di lapidi tutte all’ombra, in stile barocco e tardogotico, sghembe e l’una sopra e contro l’altra immerso nel silenzio avvolgono il visitatore in un’atmosfera unica e coinvolgente.

PragaFoto Viaggiatori.com
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La mattina invece è un buon momento per visitare il borgo del Castello (Hradcany) e continuare poi per il Quartiere piccolo (Mala Strana). Per salire al castello si può prendere il tram 22 da Malostranské námestí e scendere a Pohorelec: per ritrovarsi al di sopra del Castello, e da lì scendere verso il Quartiere piccolo. Nel Castello di Hradcany hanno vissuto in passato personaggi stravaganti. E per primo Rodolfo II d'Asburgo, il grande committente e protettore degli alchimisti negli anni a cavallo tra Cinque e Seicento. Rodolfo ammassava le sue magnifiche collezioni d'arte, combatteva nelle guerre di religione, ma soprattutto aspettava dai suoi alchimisti la scoperta della pietra filosofale, la possibilità di trasformare ogni materia in oro. Ed è anche per questo, per la passione esoterica di Rodolfo d’Asburgo, che nacque il mito della “Praga magica”.
Sulla piazza del Castello si staglia la splendida Cattedrale di San Vito, simbolo spirituale di tutta la Boemia e scrigno di meravigliose e preziose opere d'arte. Tra gli edifici settecenteschi che cingono la piazza, spiccano il complesso del Palazzo Reale e merita, inoltre, una visita il celebre Vicolo d'oro nel quartiere del Castello, una viuzza di artigiani orafi divenuta nella fantasia popolare la sede degli alchimisti e della magia. Dopo aver visitato l'intera area del castello attraversatene i giardini o prendete la Nerudova giù fino a Malostranské námestí, il cuore del Quartiere piccolo. Trascorrete tempo sull'Isola di Kampa che si trova proprio a lato del Ponte Carlo. Attraversate il parco e godetevi la vista del ponte e del fiume. Trascorrete il resto della giornata passeggiando per le pittoresche vie del Quartiere piccolo.

PragaFoto Viaggiatori.com
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Una visita a Praga può concludersi nella Città Vecchia, dominata dalla Staromestske námestí, la piazza compresa tra la chiesa di Tyn, che domina la piazza con le sue guglie gotiche e l’antico Municipio con la famosa Torre dell’Orologio e il suo spettacolo di statue mobili. Le vie strette intorno, alla sera si svuotano. Chiudono i negozi dei cristalli di Boemia e botteghe di souvenir, negozi di marionette e matrioske con il volto di Obama, cala una leggera nebbiolina. Sui lampioni accesi tutto diventa giallo e nero. I tram, che scorreranno ormai fino all'alba, fanno sentire il rumore metallico, lieve e discreto rispetto allo sferragliare di quelli milanesi, si aggiunge ogni tanto il campanellino da vacca svizzera azionato dal conducente di un carrozza di cavalli per scansare un pedone.
Guardiamo il mondo di Praga e gli umani affaccendati solo come lo sono gli umani in tempo di Avvento, come un paesaggio. E si prova una beatitudine complice e silenziosa. Kafka ci ha seguiti nella nostra passeggiata e pare quasi di intravederlo, scivolando come fosse un'ombra tra la folla del Ponte Carlo, il giovane Franz, vestito tutto di nero con la bombetta sul capo, a passi sospesi sulla Moldava. Al Franz Kafka Café c’era scritta, sul muro, una frase dello scrittore: “Wer Glaubt kann keine Wunder erleben, am Tage sind die Sterne nicht zu sehen”. Chi crede (di avere la verità) non può avere esperienza di nessuna cosa meravigliosa. Di giorno (infatti) non si possono vedere le stelle.

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La foto dell'intestazione è di Martin Mařák - CzechTourism

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