Le isole Pribilof, una delle più remote destinazioni al mondo: luogo estremo, circondato da mari tumultuosi, ma decorato dai brillanti colori della flora estiva e pulsante degli allegri richiami di una fauna unica.

Saint PaulSaint Paul (Foto di Francesco Veronesi - CC BY-NC-SA 2.0)

In estate, rispondendo ad un istinto innato, quasi tutte le foche del Pacifico presenti a nord dell'equatore si dirigono verso St. Paul, la più grande e insieme a St. George una delle uniche due isole abitate nell'arcipelago delle Pribilof, le "Galapagos del Nord". Qui, per diversi mesi all'anno, circa un milione e mezzo di foche nuotano nelle fredde acque del Nord Pacifico in cerca di cibo, lungo queste coste partoriscono e si uniscono nuovamente, assecondando il ciclo senza tempo della vita. Un ciclo al quale possono assistere solo quei pochi umani viaggiatori così fortunati da disporre del tempo e del denaro necessari per essere testimoni di uno dei più grandi spettacoli che la natura possa offrire. Saint Paul è uno specchio di terra di circa 40 miglia quadrate nel bel mezzo del Mare di Bering, 300 miglia ad ovest dell'Alaska, 800 miglia a ovest di Anchorage, circa 200 a nord della catena delle Aleutine: un'isola velata dalla nebbia e sferzata dal vento, rifugio di un incomparabile quantità di uccelli e mammiferi marini, formatasi, come le altre Pribilof, circa 400.000 anni fa da eruzioni vulcaniche che versarono sul fondo dell'oceano strati di basalto e altre sostanze ignee. È un luogo estremo, circondato da mari tumultuosi, ma decorato dai brillanti colori della flora estiva e pulsante degli allegri richiami di una fauna unica. La pelliccia delle foche fu la ragione che spinse qui i primi abitanti dell'isola, che fu scoperta nel 1786 dall'esploratore russo Gerasim Loginovich Pribylov e che era fino a quel momento disabitata.

UrieUrie (Foto: NOAA Photo Library - CC BY-NC-SA 2.0)

O meglio, furono i Russi a far trasferire qui alcuni abitanti delle vicine Aleutine per raccogliere le pellicce da vendere poi nei mercati mondiali. Quando gli Stati Uniti si annessero l'Alaska nel 1867, fu anche perché le pelli delle foche di queste isole avevano un enorme valore commerciale. Per quasi 200 anni gli abitanti delle Pribilof hanno vissuto sul commercio delle pelli di foca, fino a quando, nel 1985, a questo commercio fu posta fine e gli Aleutini si videro privati improvvisamente di quella che era sempre stata la loro unica forma di sussistenza. Attualmente solo 2000 foche sono uccise ogni anno esclusivamente per scopi alimentari, ma pare che la loro carne sia sempre meno apprezzata dalle nuove generazioni. Oggi l'economia delle Pribilof è basata essenzialmente sull'industra ittica e, in piccola parte, sul turismo estivo, poiché le isole possono ospitare solo un esiguo numero di visitatori alla volta. Lo spettacolo offerto dalla natura è ovviamente la ragione che conduce qui i viaggiatori. Gran parte parte di loro sono birdwatchers che vengono per osservare Pulcinelle di mare, Gazze marine, Urie, Cormorani e Gabbiani. Le Pribilof sono tra le pochissime aree di nidificazione del Red-legged kittiwake, (Rissa Brevitostris), un gabbiano simile al Gabbiano tridattilo, e ospita una delle più grandi colonie (circa un milione e mezzo) di Thick-billed murres, (Uria lomvia), in italiano Uria di Brünnich, uccello che in Europa si può incontrare solo lungo le coste scandinave e in Islanda.

Leoni mariniLeoni marini (Foto di Francesco Veronesi - CC BY-NC-SA 2.0)

Ma vivono qui anche centinaia di volpi artiche e, naturalmente, una quantità enorme di foche da pelliccia. I maschi adulti arrivano qui all'inizio di maggio e cominciano a combattere fra di loro per il controllo del territorio, spingendo da parte gli esemplari più giovani e piccoli. Le femmine arrivano a metà giugno per partorire, e subito guadagnano i posti migliori della spiaggia, ignorando testardamente i muggiti di protesta dei vecchi maschi. I cuccioli nascono neri come il carbone, e cominciano quasi subito a succhiare il latte della madre: e solo una settimana dopo il parto i maschi dominanti si riavvicinano alle femmine rendendole nuovamente gravide. A Saint Paul esiste attualmente un unico albergo, il King Eider Hotel. Le camere sono poche, pulite e comode, ma senza servizi privati. Conviene prenotare il soggiorno attraverso la St. Paul Island tour Company, l'unica agenzia che può garantire un posto sicuro sull'aereo e una camera nell'hotel. Una volta sull'isola, le guide conducono i visitatori con piccoli bus in escursioni in ogni angolo dell'isola. È possibile girare per conto proprio, ma è opportuno sapere che la visita alla maggior parte delle colonie di uccelli e di mammiferi marini è consentita solo ai gruppi guidati.

Ambasciata d’Italia negli Stati Uniti: 3000 Whitehaven Street, N.W. , Washington, D.C. - (001) 202 612 4400.
Ente del Turismo dell'Alaska: www.travelalaska.com
Dove dormire: King Eider Inn, Saint Paul Island, AK 99660 - 907 8524700.

Foto dell'intestazione: NOAA Photo Library - CC BY 2.0

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