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I precetti del buon vivere e mangiare a Gubbio seguendo i rituali di 23 secoli fa.

Tavola eugubinaTavola eugubina n. 4 (Foto Gavirati)

Gubbio è destinazione turistica di grande fascino. Qui l'ospite può immergersi nella storia e in un ambiente naturale che stimola all’attività fisica e ad assaporare ricette che vengono da lontane tradizioni. Ma Gubbio si propone anche come modello di successo nella ricerca scientifica e in iniziative per contrastare, con una corretta alimentazione, problematiche sanitarie potenzialmente di grande impatto. L’obiettivo è di dare continuità ad un percorso già in atto di valorizzazione turistica finalizzato al benessere globale dell’ospite, incentrato su due valori: cultura e scienza della nutrizione. La città di Gubbio ed il suo territorio di riferimento sono contrassegnati dalle mirabili tracce della sua antica storia: dalle antiche popolazioni umbre alla civiltà romana per arrivare al medioevo. Un ricco patrimonio materiale, ma anche e soprattutto immateriale, con tradizioni che si tramandano nei secoli, come la Festa dei Ceri, che fa parte della Rete italiana delle grandi macchine a spalla e che è in procinto di essere inserita insieme alle altre realtà che hanno già ottenuto il prestigioso riconoscimento nel Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità dell’Unesco.
Sempre dalla sua antica storia prendono origine le tradizioni in tema di agricoltura, produzioni agricole e cibo. Gubbio ha la possibilità di ricostruire tali tradizioni fin dall’epoca degli antichi Umbri grazie alla descrizione dei riti e dei cibi offerti agli dei descritta dalle Tavole di Gubbio, sette lastre di età pre-romana, incise nel bronzo e conservate nel Palazzo dei Consoli. Si tratta del più antico testo sacro e laico, insieme, redatto in lingua umbra, con l’uso di due alfabeti diversi nel quale si incontrano indicazioni di alimenti: cibi destinati ai riti del sacrificio ma anche alle cene sociali che concludevano la cerimonia. Da lì viene lo slogan utilizzato dalla città di Gubbio: ‘sevakne’ parola riferita ai cibi rituali che tradotta vuol dire ‘senza difetti’, di qualità pura ed eccelsa. Così doveva essere il cibo offerto durante i cerimoniali di lustrazione ed espiazione della città, prezioso e gradito.

CresciaLa crescia

Le Tavole eugubine sono un documento di fondamentale importanza per la storia alimentare dando testimonianza, attraverso la glottologia, di come i nomi della trifola, dell’olio, del vino e della canapa si siano formati all’interno del ‘paleoumbro’, lingua che era in uso nell’Italia Centrale durante l’età del bronzo. Decine sono gli alimenti citati, come la ‘crescia’, un pane piatto non lievitato, in uso ancora oggi sulle tavole degli attuali umbri.
Otre che tra gli appassionati linguisti, le Tavole Eugubine un qualche fascino e notorietà dovevano averlo anche nella lontana Russia se Dostoevskij fa leggere una versione francese sul far della notte al marito di Anna Karenina. La glottologia si è messa al servizio della storia alimentare e ha rivelato che anche i nomi della trifola, dell’olio, del vino e della canapa sono parole formate all’interno del ‘paleoumbro’, lingua che era in uso nell’Italia Centrale durante l’età del bronzo. La ‘çersna’ era così aperta ai patrizi ‘iguvini’ e decine sono gli alimenti citati, come la ‘crescia’, un pane piatto non lievitato, in uso ancora oggi sulle tavole degli attuali abitanti della ‘città di pietra’, solida e misteriosa nelle sue architetture che hanno incantato i viaggiatori del ‘Grand tour’, seducendo scrittori e poeti, tanto da far dire a Hermann Hesse che Gubbio ‘ha qualcosa di inverosimile e conturbante’.

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      Gubbio merita un soggiorno anche per fare esperienza di come quegli antichi cibi per la tavola degli dei si siano evoluti, conservando qualità, sacralità e capacità di consolidare i rapporti sociali dei residenti e dei residenti con gli ospiti, specie in occasione rituali (feste, celebrazioni, religiose, sagre, ecc.). Un mangiare “senza difetti” a tutela della sacralità della salute dell’uomo moderno che potrà trovare a Gubbio la possibilità di praticare tante forme di sport all’aria aperta dal bike al walking all’equitazione in tutte le loro specializzazioni.
      Dunque, l’idea rappresentata dalla parola sevakne vuole fondere insieme l’uso sacrale del cibo fatto dagli antichi Umbri con l’attuale attenzione al cibo come elemento fondante la qualità e la salute della vita umana. Tanto più in un territorio come quello di Gubbio dove cultura e natura si fondono armonicamente e spingono al ben...essere: nel mangiare, nel praticare sport, nello scoprire luoghi di alto significato culturale e spirituale.

      www.comune.gubbio.pg.it - www.tavoleeugubine.it - www.galaltaumbria.it - www.nutrition.it
      075 9220693 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

      Foto dell'intestazione: Alberto Gori

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