Alla scoperta delle ferrovie del Regno Unito e della mitica Transiberiana, che corre da Mosca al Pacifico in sette giorni.

St. Pancras Railway StationLa stazione di St.Pancras a Londra (foto Colin/Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0)

La Gran Bretagna è considerata la patria del treno, in quanto nell’Inghilterra settentrionale, tra Stockton e Darlington, venne aperta al pubblico la prima ferrovia nel 1825. La Rivoluzione Industriale, che già alla fine del Settecento si era consolidata nel Regno Unito, consentì un rapido sviluppo della rete su ferro con molti anni d’anticipo rispetto alle nazioni più avanzate del continente europeo. Al termine della prima guerra mondiale la rete britannica raggiunse il proprio apogeo, potendo contare su oltre 32.000 chilometri di binario, ovvero quasi quanto la Francia su un territorio vasto appena la metà. Praticamente tutti i centri abitati di una qualche importanza erano raggiungibili in treno: nella sola isola di Wight, grande più o meno come l’Elba, operavano sette diverse compagnie ferroviarie. La gestione privata si protrasse fino al 1947, quando il primo governo laburista del dopoguerra nazionalizzò le ferrovie creando la British Railways.
Negli anni Sessanta, tuttavia, la concorrenza della motorizzazione individuale comportò un drastico ridimensionamento della rete – il cosiddetto “piano Beeching” – che ne portò in pratica al dimezzamento, fino agli attuali 16.000 km di estensione. Più recentemente, nonostante un molto oculato controllo della spesa pubblica ed il ritorno delle compagnie private, non sono state chiuse altre linee ed anzi si è assistito alla riapertura di qualche tratta nelle zone più densamente popolate e di molte linee turistiche negli angoli più suggestivi delle isole (la storia delle ferrovie britanniche è sostanzialmente simile anche in Irlanda – salvo il diverso scartamento più largo di 1.600 mm – che fino al 1922 era soggetta a Londra.

Isle of ManIl tram a cavalli dell'Isola di Man (Foto di Phil Sangwell - CC BY 2.0)

Il Regno Unito si configura, perciò, come il luogo ideale per i cultori delle ferrovie storiche, in quanto gran parte delle infrastrutture, seppur in parte ammodernate, conta ormai quasi due secoli di vita e ciò si può ancora individuare nelle caratteristiche architettoniche delle opere d’arte: edifici in mattoni rossi, portali delle gallerie in guisa di castelli medioevali, stazioni somiglianti a cattedrali gotiche come Saint Pancras, attuale capolinea degli Eurostar provenienti da Parigi attraverso il tunnel sotto la Manica. Alcune aree della nazione devono gran parte della propria notorietà e dell’indotto turistico alle ferrovie, come nel caso dell’isola di Man, nel canale di San Giorgio, dove, nell’arco di pochi chilometri convivono una ferrovia a vapore restaurata a cura di decine di volontari, una linea elettrica lungo la costa, una cremagliera che raggiunge la sommità più alta dell’isola, addirittura un servizio di tram a cavalli (l’unico al mondo ancora funzionante) nel capoluogo, Douglas.
Soprattutto in Scozia, inoltre, circolano eleganti (e costosi) treni crociera a beneficio dei turisti che intendono avvalersi di un modo alternativo e raffinato per visitare le Highlands. A York, nell’Inghilterra settentrionale, il museo dei trasporti è una delle maggiori attrazioni e calamita decine di migliaia di visitatori ogni anno. Il caso britannico attesta il grande fascino delle ferrovie storiche, le quali, pur essendosi evolute per servire le esigenze della mobilità contemporanea, costituiscono una delle maggiori testimonianze della Rivoluzione Industriale che ha modificato radicalmente la vita dell’uomo in tutte le nazioni evolute.

TransiberianaLa Transiberiana (Foto di Martha de Jong-Lantink - CC BY-NC-ND 2.0)

La Transiberiana: fascino della ferrovia più lunga del mondo

Anche dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, la Russia resta di gran lunga il più esteso paese della Terra e dispone della rete ferroviaria seconda per estensione rispetto agli Sati Uniti. A fare la differenza è la densità dei binari, visto che, soprattutto la vastissima area ad oriente dei Monti Urali, risulta tuttora per gran parte disabitata. Ciononostante proprio la Siberia è attraversata dalle più lunga linea ferrata del Mondo, visto che da Mosca a Vladivostok, sul Pacifico, supera i nove mila chilometri di estensione.
Realizzata nei primi anni del Novecento, per volere degli zar e con il contributo, spesso coatto, di migliaia di lavoratori in condizioni climatiche proibitive, la Transiberiana - a differenza delle ferrovie che percorrono gli Usa da costa a costa - ha contribuito solo in parte alla colonizzazione delle “terre vergini”, visto che le città sono sorte o si sono sviluppate in uno stretto corridoio non lontano dai binari. E tuttavia grande è stato il ruolo strategico di questa colossale realizzazione, sia al tempo della guerra civile seguita alla Rivoluzione d’Ottobre, sia durante il secondo conflitto mondiale, quando i treni portarono i rifornimenti vitali per supportare l’Armata Rossa nella resistenza contro l’invasore nazista. Anche ai nostri giorni la ferrovia, nel frattempo elettrificata e raddoppiata, alimenta il crescente scambio di merci tra la Cina e l’Europa.

TransiberianaLa Transiberiana (Foto di Martha de Jong-Lantink - CC BY-NC-ND 2.0)

Anche se questo resta il compito prevalente della Transiberiana, nondimeno la stessa esercita un forte richiamo per i turisti che in numero considerevole la percorrono per tutta la sterminata lunghezza o limitatamente alle tratte più suggestive. Infatti, ogni giorno dalla stazione moscovita di Yaroslav parte il “Rossia” diretto verso l’Oriente. Oltre al ramo principale, che corre integralmente in territorio russo fino al capolinea di Vladivostok (dove è possibile imbarcarsi per il Giappone), esistono due importanti diramazioni: la “Transmongolica” che si spinge fino a Pechino via Ulan Bator, e la Transmanciuriana, che consente di arrivare alla capitale cinese passando e Harbin e Shenyang.
Sempre in attesa che l’auspicata ripresa dei rapporti tra le due Coree consenta ai treni di arrivare fino a Seul e Busan, come avveniva prima del 1945. Siccome la Russia adotta uno scartamento più largo dell’ordinario (1.524 mm), al confine cinese vengono cambiati i carrelli delle vetture, esattamente come avviene ai confini occidentali del gigante russo. Anche se è possibile utilizzare i convogli normali, gran parte dei turisti optano per molto più costose soluzioni che consentono di affrontare questo lunghissimo viaggio (nonostante le migliorie apportate, ci vogliono tuttora sei o sette giorni per arrivare dall’Europa al Pacifico) con tutti i più raffinati comfort. Perciò non è strano osservare nelle stazioni siberiane eleganti vetture letto con cabine private e vetture ristorante provviste di preziosi samovar e personale in uniformi eleganti. È soprattutto la clientela del Nord Europa (tedeschi, inglesi, scandinavi) a concedersi il piacere di un viaggio davvero fuori dal comune, ma la passione dei treni di lusso conquista ogni anno nuove nazionalità. Senza contare come gli stessi russi non disdegnino i lunghi percorsi in treno anche nell’epoca del jet alla portata di tutti. Basti pensare come, da qualche anno, circola un treno tra Mosca e Nizza, sulla Costa Azzurra francese, in pratica destinato quasi esclusivamente alla clientela russa. Il successo della Transiberiana dimostra come, anche su una distanza bicontinentale che comporta diversi giorni di viaggio, il treno può esercitare un fascino irresistibile su un numero non trascurabile di turisti.

Massimo Ferrari

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