Si può viaggiare nelle Dolomiti in modo sostenibile? Tre cicloviaggiatori di montagna affrontano con leggerezza un tour molto impegnativo. Paolo Pellarini, David Polo e Sauro Scagliarini partono senza la certezza della fatica ma con il desiderio di godere i grandi panorami delle Dolomiti utilizzando la E-Bike e facendo tappe nelle località del circuito Alpine Pearls.

Forni di SopraA Forni di Sopra (foto Paolo Pellarini)

Di Paolo Pellarini

Poco più di due anni fa ho provato la prima e-bike e ho reagito come fanno tutti i ciclisti: così non vale, è un imbroglio, un motorino, il ciclismo è fatica… Ci metto pochi giorni a ricredermi: sono prima di tutto un escursionista, una guida naturalistica, salgo spesso in malghe e rifugi. Quando potevo camminavo ovviamente ma quando non avevo tempo usavo il fuoristrada; dalle mie parti si tratta di dislivelli importanti su chilometri di strade sterrate da fare spesso con zaino e attrezzatura fotografica. Ecco allora il senso della pedalata assistita: il mezzo più silenzioso, meno impattante e più divertente per gli avvicinamenti in quota. Da quella volta è il mio mezzo preferito e l’auto resta quasi sempre a casa.
Questo viaggio ha le sue radici in questa esperienza ed ha rappresentato un esperimento, un tentativo di rispondere a questa domanda: si può viaggiare in modo dolce nelle Dolomiti? Può diventare il cicloturismo in salita un’esperienza più ampia, aperta a più persone? Possono le e-bike togliere traffico, inquinamento e rumore dalle strade di montagna?

Il viaggio

Mi piace iniziare i miei viaggi fuori casa e quindi partenza da Forni di Sopra per poi raggiungere le località dolomitiche che sono associate ad Alpine Pearls: Moena, Moso, Funes e di nuovo Forni di Sopra. Le tappe sono state lunghe perché il tempo a disposizione era contato e, ad ogni giorno in sella volevo far seguire un giorno a piedi per conoscere camminando. Da cicloturista mi sono spesso trovato ad attraversare luoghi in cui avrei dovuto e voluto fermarmi, ma chi pedala è spesso preda dell’imperativo dei chilometri e procede a tappe forzate.
Con me decidono di partire due ottimi compagni di viaggio: David Polo (cicloviaggiatore appena rientrato dalla pedalata di 4200 km lungo la Route66 negli Stati Uniti) e Sauro Scagliarini (ciclogiornalista e cicloviaggiatore esperto ed entusiasta). Le regole del viaggio: pedalare, divertirsi e soprattuto non lamentarsi. Compagni perfetti!

Passo MauriaAl Passo Mauria (foto Paolo Pellarini)

Primo giorno: Forni di Sopra – Moena

100km, quasi 3000m di salita e 2000m di discesa.
Pronti, via… magari! Come sempre piccole cose da sistemare all’ultimo minuto ritardano la partenza, ma siamo buoni viaggiatori e recuperiamo velocemente il tempo perso; inoltre, sembra incredibile, non dimentichiamo nulla e filiamo via verso il Cadore. Saliamo il Passo Mauria veloci, anche troppo e pagheremo a fine giornata il giusto prezzo, scendiamo in Cadore passando prima Lorenzago (località di villeggiatura di diversi Pontefici) e arriviamo a Calalzo dove inizia la Ciclabile delle Dolomiti. A Lorenzago consiglio di prendere la variante che, partendo poco a valle del paese, scende al Lago di Centro Cadore per evitare il traffico della statale.
Da Calalzo a Pieve di Cadore occorre fare attenzione alla segnaletica non sempre chiara, poi la ciclabile diventa più intuitiva e da Tai di Cadore a Cortina è bella e senza problemi. Da Cortina (sosta panino!) si inizia a salire per i passi Giau (2236m); evitate i fine settimana estivi per il traffico, in particolare le moto che possono essere pericolose soprattutto nei tornanti. Arriviamo in cima con un simpatico nevischio che ha tutta l’aria del miraggio di alta quota: abbiamo cercato di consumare poca batteria e quindi, spingendo, bene sui pedali arriviamo in cima senza sentire freddo. La lunga discesa ci vede invece vestiti con tutto quello che abbiamo nelle borse fino alla meritata sosta a Colle Santa Lucia: ricarica di batterie e ciclisti.
Questa sarebbe la giusta meta di questa tappa; noi proseguiamo e iniziamo a spremerci per bene. In piena ebrezza ciclistica decidiamo di puntare direttamente la Marmolada attraverso il mitico Passo Fedaia e infatti… ci arrendiamo alle nove di sera al buoi ormai, con le batterie finite e le gambe che dicono basta. Per fortuna troviamo ospitalità presso una pensione che avrebbe aperto l’indomani; un gelato per cena, una doccia e si dorme.
Suggerimenti: partire presto al mattino, recuperare 35 km circa usufruendo del servizio di Dolomitibus da Domegge a Cortina d’Ampezzo (ma si perde un bel tratto panoramico), pernottare prima del Passo Fedaia.

Pieve di CadoreA Pieve di Cadore (foto Paolo Pellarini)
Ciclabile delle DolomitiLa Ciclabile delle Dolomiti (foto Paolo Pellarini)
Ciclovia Lunga Via delle DolomitiLa Lunga Via delle Dolomiti (foto Paolo Pellarini)
Ciclabile delle DolomitiCiclabile delle Dolomiti a Cortina (foto Paolo Pellarini)

Seconda giorno: Passo Fedaia – Moena

50km, quasi tutti in discesa tranne i primi 400m.
Non si poteva far miglior scelta che fermarsi! Colazione abbondante, batterie cariche e gambe pronte. Si parte presto ma non troppo, mancano 400 m di dislivello e si arriva in cima al passo con la luce giusta per ammirare la Marmolada sopra di noi. Allo spettacolo si aggiunge la festa di incontrare gruppi di ciclisti che affollano le strade del passo; qualcuno ironico, qualcuno divertito ma tutti simpatici. Ammetto che senza l’assistenza del motore su quelle rampe ripidissime e con le borse per me sarebbe stato impossibile salire tutto in sella; mi ricordo perfettamente cosa significa spingere la bici con le borse sui passi di montagna sotto il sole…
Dal Fedaia a Moena una lunga discesa piacevolissima per la bellezza dei posti e la guida di bici di ottima qualità: sempre precise e sicure sui rettilinei veloci e sui tornanti. I ciclisti sanno di cosa parlo! A Moena ci aspetta un pomeriggio di relax e un’ottima cena all’Hotel El Larech; la sauna e una cena abbondante ci rimettono completamente a posto per il giorno dopo.
Suggerimenti: godersi il panorama, usare l’assistenza al massimo tanto la salita è breve.

Passo FedaiaIl Passo Fedaia (foto Paolo Pellarini)
Lago di FedaiaIl Lago di Fedaia (foto Paolo Pellarini)

Moena
Arrivati a Moena si possono vivere vacanze ecosostenibili immersi nella natura. Il paese a forma di stella è adagiato tra prati in una conca soleggiata, circondata da alcuni dei più bei gruppi dolomitici: il Sella, il Latemar e il Catinaccio. Moena è nota per la sua attenzione all’ambiente e alla mobilità ecologica: qui si pratica un turismo slow, tutto da vivere per gli appassionati della mobilità dolce in montagna. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO SU MOENA

E-bike tour delle Dolomiti: 1a parte - 3a parte

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