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Castiglione di Sicilia

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Bled e Bohinj

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Il Naviglio della Martesana

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Le Balze di Leonardo, Monument Valley toscana

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Un tempo c'era la natura in equilibrio: un territorio, le piante, gli animali e l'uomo. Ambienti naturali così ce ne sono ancora nel mondo: piccoli fazzoletti in Italia, fazzoletti più grossi in Africa, Asia e America. Lentamente però nei millenni, la maggior parte del territorio è stato modificato dalle attività umane. Oggi esistono i territori risparmiati dall'uomo che vengono definiti "beni naturali" e quelli che sono stati modificati con pazienza e attenzione e che racchiudono elementi positivi di storia e bellezza...

Un paesaggio bello e mutevole con le groppe dei dossi collinati che, come le onde di un vasto mare di argilla, si rincorrono senza posa fino a "frangersi" ai piedi della montagna nelle guglie e lame delle Balze.

Le Balze del Valdarno
Le Balze del Valdarno (Wikimedia Commons, Emiliano Burzagli)
«Questa valle riceveva sopra il suo fondo tutta la terra portata dall'acqua di quella inorbidata, la quale si vede ancora a' piedi di Pratomagno restre altissima, dove li fiumi l'àn consumata; e in fra essa terra si vede le profonde segature de' fiumi, che quivi son passai, li quali discendono dal gran monte di Prato magno, nelle quali segature non si vede di nichi o di terra marina».

Cosi scriveva Leonardo da Vinci.

Un tempo c'era la natura in equilibrio: un territorio, le piante, gli animali e l'uomo. Ambienti naturali così ce ne sono ancora nel mondo: piccoli fazzoletti in Italia, fazzoletti più grossi in Africa, Asia e America. Lentamente però nei millenni, la maggior parte del territorio è stato modificato dalle attività umane. Oggi esistono i territori risparmiati dall'uomo che vengono definiti "beni naturali" e quelli che sono stati modificati con pazienza e attenzione e che racchiudono elementi positivi di storia e bellezza, con diritto di protezione. Ebbene, le Balze rientrano a pieno titolo in questo gruppo. Seguendo il loro lento snodarsi, ci si imbatte in un territorio lavorato e trasformato in profondità, pieno di casali fra ulivi, boschetti di castagno e quercia che fanno corona intorno. Le Balze sono un patrimonio culturale che occorre mantenere per non disperdere le nostre radici e per proteggere queste atmosfere, questa ricchezza prodotta dal lavoro, dalla fatica, dalla passione e dalla creatività di generazioni e generazioni di nostri predecessori. Perché un viaggiatore parte dal proprio paese per venire ad ammirare le Balze? Per ricevere un'emozione e vivere e gustare un'atmosfera particolare, perché il bello attira.

Loro Ciuffenna
Loro Ciuffenna (Wikimedia Commons, Grzegorz Gołębiowski)

Se per avventura vi giunge dal Chianti, soffermandosi su quelle amene pendici e volgendo lo sguardo giù per la valle, non potrà fare a meno di notare quelle gialle e spoglie piramidi di terra, che in lontananza fasciano i piedi del Pratomagno, che si erge dirimpetto alla distanza di una ventina di chilometri. Un segno inconfondibile del paesaggio Valdarnese queste Balze, con sopra i paesi dell'altipiano, disposti in fila come in processione lungo la strada dei Setteponti, da Loro Ciufenna a Castelfranco, da Pian di Scò a Reggello, con torri e campanili che bucano il cielo come negli affreschi di Masaccio.
Un paesaggio bello e mutevole con le groppe dei dossi collinati che, come le onde di un vasto mare di argilla, si rincorrono senza posa fino a "frangersi" ai piedi della montagna nelle guglie e lame delle Balze. Quest'angolo di Toscana è ricco di suggestioni per la storia dell'uomo e le antichità rivelano reperti e insediamenti, documentati fin dall'età della pietra. Proprio al limite delle Balze, sulla linea di separazione del massiccio del Pratomagno dall'altopiano oggi coltivato a vigneti e oliveti, si snoda l'antica Via dei Setteponti, che segue sinuosa l'orografia del territorio e che rappresenta l'itinerario di collegamento e un motivo di identità, fra gli insediamenti sviluppatisi in età remota lungo la riva destra dell'Arno. La Setteponti ricalca un percorso etrusco, che serviva ad unire le due lucumonie di Fiesole e Arezzo; più tardi, in seguito alla conquista dell'Etruria da parte di Roma, la strada fu lastricata e prese il nome di Cassia, poi definita Vetus per distinguerla dalla Cassia Adrianea che, parallelamente, percorreva le colline del Chianti.

La Pieve di San Pietro a Gropina
La Pieve di San Pietro a Gropina (Wikimedia Commons, Vignaccia76)

Lungo questo itinerario, si era costituita verso il V secolo l'organizzazione religiosa e amministrativa delle diocesi di Arezzo e Fiesole (il loro confine tra i comuni di Pian di Scò e Castelfranco di Sopra, ricalcava quello dei due municipia romani) ed erano sorte le prime pievi paleocristiane, costruite per la maggior parte su insediamenti etrusco-romani o su luoghi di culto precristiani. Il Viaggiatore senza fretta che sta percorrendo il paesaggio naturale del Pratomagno dovrà sostare un poco presso la pieve altomedievale a due navate di Gropina, le cui fondamenta sono state riportate alla luce sotto il pavimento della chiesa romanica. Immaginiamo quanto fosse ricca di tesori d'arte e di testimonianze di fede. Ma la maggiore suggestione del paesaggio delle Balze la si percepisce quando le ombre della sera si addensano nelle valli più riposte scavate dai borri (torrrenti), nelle cosidette "buche", come la "buca delle fate", in cui la fantasia popolare collocava misteriose presenze. L'insieme del paesaggio è molto suggestivo, anche i nomi dei poderi alludono a scenari incantati e a presenze magiche: Inferno, Purgatorio, Case Fate. Lungo i corsi d'acqua si sono formati dei piccoli stagni o laghetti, importanti serbatoi di riproduzione di anfibi, insetti, crostacei, molluschi e piante acquatiche.
Da tempo si discute di progetti per la protezione e la valorizzazione turistica delle Balze, ma fino ad oggi le iniziative sono poche e questa "Monument Valley" in miniatura nel mezzo della Toscana rimane sconosciuta a molti.
Molti sono i sentieri CAI che possono essere percorsi in bici o a piedi, dai quali è possibile ammirare le Balze. Il CAI del Valdarno Superiore ha segnato 18 sentieri che permettono di raggiungere i piccoli paesi di Loro Ciufenna, Montemarciano, La Penna, Malva, Montalto, Persignano, Piantavrigne, Castelfranco, Pian di Scò attraverso vecchie mulattiere che permettono di arrivare, quando è possibile, alla base o in cima alle guglie e godere di una visione suggestiva e unica.

Pro Loco di San Giovanni Valdarno
Piazza Cavour 3, San Giovanni Valdarno (Ar) - 055 943748 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Cai Sez. Valdarno Superiore
Via Cennano 105, Montevarchi (Ar) - 055 900682 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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