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L'eccezionale collezione d'arte del Novecento di Intesa San Paolo sistemata nell'edificio di piazza della Scala è da alcuni anni un grande arricchimento della proposta espositiva offerta da Milano e un'occasione di grande approfondimento delle correnti artistiche italiane fino agli anni Novanta.

Palazzo della Banca Commerciale ItalianaIl palazzo che ospita le collezioni del Cantiere del '900 (Foto di Stefano Stabile - CC BY-SA 3.0)

L’edificio che affaccia su piazza della Scala, parte integrante di una struttura urbana e architettonica che lo lega al Teatro alla Scala, su di un lato, e a Palazzo Marino dall’altro, è da alcuni anni sede di un progetto aperto, volto a presentare le collezioni del Novecento di Intesa Sanpaolo e a divenire un luogo espositivo e uno spazio di dialogo con la città. Nei luminosi ambienti al piano terra del palazzo di inizio Novecento – sapientemente rivisitati dall’architetto Michele De Lucchi – l’allestimento propone un percorso in dodici sezioni e due ouvertures con opere realizzate secondo le diverse tecniche e poetiche proprie dell’arte del secondo dopoguerra, suggerendo un dialogo fra scultura e pittura – o tra forme plastiche e rappresentative – e fra i poli della ricerca artistica in Italia, in primis nel confronto fra l’ambito milanese e quello romano. Complessivamente il filo conduttore di Cantiere del ’900 traccia un percorso nell’arte italiana dagli anni Cinquanta agli anni Novanta, che evidenzia le correnti dell’astrazione, dell’informale, delle sperimentazioni formali e tecnologiche, delle diverse configurazioni di nuove potenzialità espressive e di rappresentazione dell’uomo e della società del proprio tempo.

La situazione dell’immediato dopoguerra e degli anni Cinquanta è ricostruita a partire da una rilettura degli sviluppi di un’arte che tende a risolvere la contrapposizione tra realismo e astrattismo, con opere di Afro, Alberto Burri, Emilio Vedova, Giuseppe Santomaso, per passare a considerare il ruolo di Lucio Fontana – rappresentato in mostra da un nucleo importante di nove opere – nei confronti delle correnti d’avanguardia dello Spazialismo e dell’Arte Nucleare, attive a Milano e in altri centri della penisola negli anni Cinquanta; si passa quindi ad affrontare le ricerche che vanno all’insegna dell’astrattismo “concreto” del MAC (Movimento Arte Concreta) e il ricco panorama dell’informale. Il passaggio dagli anni Cinquanta agli anni Sessanta è preso in considerazione attraverso la nuova attenzione a una concezione della pittura che diventa traccia di azioni fisicamente dirette a modificarne la natura, come quelle attuate da Piero Manzoni, Enrico Castellani o Toti Scialoja, ma anche per le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, di dar vita a un’arte “programmata” o “cinetica”. Il clima degli anni Sessanta è interpretato attraverso l’attenzione per le le nuove possibilità di narrazione e di valorizzazione delle immagini attraverso l’influenza dei mass media, che costituiscono i punti di riferimento per le posizioni di artisti che si muovono tra nuove forme di realismo e inclinazioni pop, come Achille Perilli, Gastone Novelli, Mario Schifano, Valerio Adami, Gianni Bertini.

Cantiere del '900Il salone centrale

Le nuove avanguardie della seconda metà degli anni Sessanta sono prese in esame nelle sezioni dedicate agli autori che hanno partecipato alle manifestazioni dell’Arte Povera e alle declinazioni verbo-visive di carattere concettuale. La scultura, ampiamente presente in tutto il percorso, oltre a costituire un elemento introduttivo alle diverse sale nelle opere di Mauro Staccioli, Alik Cavaliere, Ettore Colla, Nicola Carrino, Mario Ceroli, Pino Pascali e Giuseppe Maraniello, propone una occasione di riflessione sulle relazioni con lo spazio nella sala dedicata alle “ipotesi costruttive” (dove sono raccolte opere di Gianfranco Pardi, Giuseppe Uncini, oltre che di Rodofo Aricò). Il percorso espositivo si conclude con le situazioni emerse fra gli anni Ottanta e Novanta, che costituiscono la base di una più vicina attualità, all’interno di una visione che si vuole aperta e in divenire, come è il carattere di un “cantiere”. La scelta di offrire una molteplicità di punti di vista su un’arte a noi vicina, che continua a interrogarci, porta a un “progetto nel progetto”: l’idea di dedicare in modo costante alcune sale ad approfondimenti monografici, dedicati a opere, autori o temi specifici.

Cantiere del '900, Gallerie d'Italia Piazza Scala - Piazza della Scala 6, Milano - 800.167619

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